Bike tour: “il nostro Collealto” alla scoperta dei Castelli dei Collalto di Susegana

In esclusiva per TourAround e Astarte
“Siamo giunti da terre lontane con i nostri cavalli, abbiamo attraversato boschi……sentieri……guadato fiumi. Quella mattina abbiamo alzato lo sguardo e, avvolto in una leggera foschia abbiamo veduto un colle…….sarebbe stato il nostro Collealto…”
Andiamo alla scoperta di alcune tra le gemme della provincia di Treviso: il Castello di San Salvatore e il Castello di Collalto

Programma

Percorso IN ESCLUSIVA per TourAround e Astarte, tra i castelli dei Conti di Collalto a Susegana:
Il Castello di Collalto costruito da Ensedisio I nel 1110, fu voluto dai Trevigiani per tenere sotto controllo i territori alla sinistra del fiume Piave. Qui la legenda vuole si aggiri il fantasma di Bianca, giovane fanciulla murata viva dalla gelosa Chiara Da Camino che l’accusò di essere l’amante di suo marito, Tolberto da Collalto.
Lunghezza del percorso circa 5,5 km. (solo andata)
Difficoltà; media/facile

Il Castello di Collalto
Costruito da Ensedisio I nel 1110, il Castello fu voluto dai Trevigiani per tenere sotto controllo i territori alla sinistra del fiume Piave. Fornito di tre cinte murarie a difesa di un imponente mastio, il castello si presenta ora come un rudere a causa delle devastazioni subite nei secoli. Qui la legenda vuole si aggiri il fantasma di Bianca, giovane fanciulla murata viva dalla gelosa Chiara da Camino che l’accusò di essere l’amante di suo marito, Tolberto da Collalto.

Il Castello di San Salvatore a Susegana
Sulla vetta del colle di San Salvatore si erge il grandioso complesso del castello dei Conti Collalto, qui edificato a partire dal 1245. L’imponente sistema fortificato, che spesso fu raffigurato dal celeberrimo pittore G. B. Cima negli sfondi dei suoi quadri, è uno dei più vasti d’Italia e appartiene ancora alla nobile famiglia che lo ha costruito. Bombardato durante la Prima Guerra Mondiale, quando fu utilizzato come presidio austriaco, il complesso sta ora ritornando al suo antico splendore grazie agli accurati restauri che ne hanno recentemente permesso l’apertura al pubblico.

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